E' arrivato il 25 luglio del Cav.?/ 24
Non vedo opportunità di ripresa, ma la fine la decide Bossi
E’ un buon principio politico quello della cautela, soprattutto quando si tratta di dare per scontata la fine di Berlusconi. Anche se stavolta, e a voler essere comunque prudenti, al punto in cui siamo non vedo molte opportunità di ripresa. Il premier è costretto in un angolo dal quale è assai difficile, se non impossibile, uscir fuori. Non tanto per il caso Ruby in sé, vale a dire per l’aspetto squallido della telefonata. Leggi Gioia intensa e sguaiata, un grigio ritorno al passato. Scene di ucronia per il dopo Cav. di Lanfranco Pace - Leggi Il sistema costituzionale prevede un capo di governo l’anno, questo è il problema di Giuliano Ferrara di Claudia Mancina
6 AGO 20

E’ un buon principio politico quello della cautela, soprattutto quando si tratta di dare per scontata la fine di Berlusconi. Anche se stavolta, e a voler essere comunque prudenti, al punto in cui siamo non vedo molte opportunità di ripresa. Il premier è costretto in un angolo dal quale è assai difficile, se non impossibile, uscir fuori. Non tanto per il caso Ruby in sé, vale a dire per l’aspetto squallido della telefonata, che conferma le peggiori accuse di mancanza di un minimo senso del ruolo e delle istituzioni da parte del premier e che denuncia una destabilizzazione della figura istituzionale del presidente del Consiglio che ha raggiunto livelli ben oltre la guardia, anche per un paese cinico come il nostro.
Ma il problema vero di Berlusconi è che comincia a non avere più amici. Di Fini è inutile dire, mentre qualunque apertura di discorso con Casini richiede le dimissioni del premier, che per Berlusconi sono il rischio più grosso.
Si fanno soprattutto sempre più insistenti i rumori che riguardano un distacco progressivo della Lega, cioè di quello che attualmente appare come il dominus di tutta la vita politica italiana, oltre che del personale destino politico di Berlusconi. Per questo, credo che a staccare la spina al governo potrebbe essere Bossi, più che Fini. Forse non lo farà mai in prima persona, ma è chiaro che i suoi atteggiamenti possono fare la differenza. E mentre fino a poco tempo fa non sembrava possibile uno scenario di questo tipo, perché l’alleanza tra Berlusconi e la Lega appariva granitica, ora le nuvole si addensano anche lì, e da lì può arrivare (con tutti i “forse” del caso, lo sottolineo) il vero pericolo per Berlusconi. L’elettorato della Lega può anche sopportare i vari fescennini a sfondo sessuale, ma non credo apprezzi la raccomandazione, la telefonata alla questura – tipico atteggiamento da politico meridionale della Prima Repubblica – e la concentrazione di tutta l’attività del governo sul problema della giustizia riferito a Berlusconi. Bossi sa che farà il pieno, anche se va alle elezioni da solo, e questo aspetto può pesare. Così come può pesare, al contrario, l’atteggiamento dell’opposizione. Se davvero fossimo alla fine del lungo ciclo berlusconiano – ciclo culturale e di governo – ci vorrebbe ben altro che qualche gioco tattico o un governo di transizione. Ci vorrebbe una proposta culturale complessiva, che manca totalmente.
Ma il problema vero di Berlusconi è che comincia a non avere più amici. Di Fini è inutile dire, mentre qualunque apertura di discorso con Casini richiede le dimissioni del premier, che per Berlusconi sono il rischio più grosso.
Si fanno soprattutto sempre più insistenti i rumori che riguardano un distacco progressivo della Lega, cioè di quello che attualmente appare come il dominus di tutta la vita politica italiana, oltre che del personale destino politico di Berlusconi. Per questo, credo che a staccare la spina al governo potrebbe essere Bossi, più che Fini. Forse non lo farà mai in prima persona, ma è chiaro che i suoi atteggiamenti possono fare la differenza. E mentre fino a poco tempo fa non sembrava possibile uno scenario di questo tipo, perché l’alleanza tra Berlusconi e la Lega appariva granitica, ora le nuvole si addensano anche lì, e da lì può arrivare (con tutti i “forse” del caso, lo sottolineo) il vero pericolo per Berlusconi. L’elettorato della Lega può anche sopportare i vari fescennini a sfondo sessuale, ma non credo apprezzi la raccomandazione, la telefonata alla questura – tipico atteggiamento da politico meridionale della Prima Repubblica – e la concentrazione di tutta l’attività del governo sul problema della giustizia riferito a Berlusconi. Bossi sa che farà il pieno, anche se va alle elezioni da solo, e questo aspetto può pesare. Così come può pesare, al contrario, l’atteggiamento dell’opposizione. Se davvero fossimo alla fine del lungo ciclo berlusconiano – ciclo culturale e di governo – ci vorrebbe ben altro che qualche gioco tattico o un governo di transizione. Ci vorrebbe una proposta culturale complessiva, che manca totalmente.
Leggi Gioia intensa e sguaiata, un grigio ritorno al passato. Scene di ucronia per il dopo Cav. di Lanfranco Pace - Leggi Il sistema costituzionale prevede un capo di governo l’anno, questo è il problema di Giuliano Ferrara
di Claudia Mancina